"L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"
* * *

NWO


Qualcuno deve avere davvero pigiato il pulsante di
"
sdoganamento della terminologia dell'NWO"...

Invito a leggere questa traduzione, a cura del blog TuttoUno, di una dichiarazione di Jacques Attali:

"
Una piccola pandemia permetterà di instaurare un governo mondiale"

e dell'ultimo discorso di Sarkozy, riassunto nel seguente video.



Aah.. Vive la démocratie!

dai blog:


END GAME
documentario in 14 parti di Alex Jones

Crisi globale: quanto tempo abbiamo?

DI ADRIAN SALBUCHI
Argentine Second Republic Movement

Un buon dottore riferisce sempre al paziente la sua condizione reale, a prescindere dalla diagnosi; un buon dottore comincia col fare una diagnosi corretta sulla condizione del paziente. Un cattivo dottore invece non è in grado di fare una diagnosi corretta (a causa della mancanza di preparazione) oppure nasconde la verità al paziente, il che è anche peggio.

Quando si dice ad un malato terminale come stanno veramente le cose, prima di farsene una ragione il paziente prima è incredulo ed in seguito cerca di negare ció che gli sta accadendo; incredulità per cui il paziente ritiene che il medico abbia fatto un errore sbagliando la diagnosi. Quando la diagnosi è confermata, la disperazione lo porta a negare: 'è impossibile, dice, che stia succedendo proprio a me’.

Un bravo medico aiuta il paziente ad attraversare questo processo doloroso, cercando di fargli accettare la situazione; solo allora può iniziare la cura. Qualcosa del genere accade, anche se in modo metaforico, quando i cittadini sono colpiti da disordini sociali che sono la conseguenza di crisi profonde derivanti da ció che Carl G. Jung chiamava ‘epidemie della mente e dell’anima’.

Di seguito vogliamo trattare alcune questioni che pensiamo riflettano la fine drastica di un ciclo a livello globale, anche se i media guardano dall’altra parte (per esempio nascondendo la verità e generando cortine fumogene), e la maggior parte dei politici hanno le idee poco chiare su quello che sta succedendo (questo fa capire la loro ignoranza), mentre la massa della popolazione in tutte le nazioni vede e sente la crisi ma non è in grado di trovare una spiegazione (incredulità), e infine ci sono alcuni intellettuali realmente in grado di capire quello che sta succedendo e dove stiamo andando a finire ma trovano la situazione troppo difficile da accettare (negazione delle conseguenze).

Nel nostro comunicato numero 52 del 3 ottobre 2008 riguardante la crisi finanziaria globale, allora appena esplosa, dicemmo che non si trattava di una ‘crisi’. Quello che prese piede a partire dal 15 settembre 2008 era più precisamente l’inizio della fine irreversibile del sistema finanziario globale, parte di un modello controllato per il raggiungimento di diversi obiettivi. Questi obiettivi vanno ben oltre gli scopi finanziari, nel senso che si tende verso lo stadio successivo: il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale [New World Order (NWO), ndt]; questo è nient’altro che la costituzione di un governo globale. Al tempo abbiamo anche descritto i tre progetti base, 'Piani', dell’elite del NWO:

-il Piano A cerca di risolvere la crisi finanziaria in corso attraverso pure e semplici misure finanziarie: questo metodo è risultato inefficace.

-il Piano B cerca di risolvere la crisi attraverso una revisione complessiva dell’ intero sistema finanziario, per cui tra l’ altro si pensa di introdurre un nuovo dollaro coperto dagli ‘infallibili’ lingotti d’oro. Questo dovrebbe permettere alle oligarchie mondiali di trasferire la valanga di perdite di Wall Street e dei banchieri europei in altre parti del pianeta (per esempio in Cina, la quale ha un ruolo non trascurabile nell’attuale crisi, e in America Latina).

Attraverso il piano C, infine, si cerca di muovere le pedine della scacchiera, per cosi dire, in modo da scatenare una guerra mondiale.

Siamo convinti che questi piani siano in via d’ attuazione, e mentre il primo si è rivelato inutilizzabile, gli altri due stanno per essere messi in atto. Vediamo dunque la situazione attuale.

1) GOVERNO MONDIALE

Per prima cosa si deve puntualizzare che il nuovo ordine mondiale non rispecchia lo stadio attuale della struttura politica internazionale: è più che altro un termine generico. Perciò abbiamo avuto diversi “Nuovi Ordini Mondiali” nell’ultimo secolo:

- Nel 1919, alla fine della prima guerra mondiale, quando furono creati il Council on Foreign Relations (New York) ed il Royal Institute of International Affaires (Londra) come organizzazioni per il controllo e la pianificazione politica mondiale promuovendo gli interessi anglo-americani e sionisti in tutto il mondo.

- Nel 1945, quando il bipolarismo del dopoguerra prese piede: cioé Bretton Woods, Jalta, l’ ONU e la guerra fredda.

- Nel 1991, dopo il crollo dell’ Unione Sovietica e l’ avvento della globalizzazione, come annunciato da Bush padre (11 settembre 1991).

- Nel 2008, quando la morente e ambigua globalizzazione cede il passo a qualcosa di molto piú ambiguo: un governo mondiale coercitivo e autoritario, come annunciato nel Financial Times londinese l’ 8 dicembre 2008 da Gideon Rachman.

Oggi stiamo sperimentando il violento stadio che precede l’imposizione di questo nuovo ordine, i cui obiettivi sono:

- Dissoluzione di tutti i governi e autoritá nazionali (la rinuncia alla sovranitá nazionale promossa dal CFR, dalla Commissione Trilaterale e dal Gruppo Bilderberg).

- Il crepuscolo degli Stati Uniti come superpotenza ‘indispensabile’ (per questo Obama veniva accolto nello Studio Ovale)

- Il drastico spopolamento del globo (isteria pandemia)

- Sorveglianza elettronica totale e controllo dei cittadini sopravissuti (pratiche da guerra psicologica che abbassano le difese della popolazione contro l’ inoculazione).

- Monopolio centralizzato e stretto controllo sulla politica, l’economia, la finanza, l’ esercito, la cultura, i mezzi d’informazione, la tecnologia e perfino le pratiche religiose.

Tutto questo puó essere raggiunto soltanto per mezzo della guerra. Il piano C è stato appena attivato.

2) CONFRONTO CON LA RUSSIA E LA CINA

Negli ultimi mesi la Cina ha osservato gli USA e i parassiti di Wall Street molto accuratamente.

La Cina vorrebbe capire cosa ne sarà dei 1.7 mila miliardi di riserve in dollari che detengono (questa situazione è chiamata ‘la bomba atomica cinese’ da alcuni osservatori a Washington). Gli USA non danno spiegazioni perché in realtá di risposte non ne hanno.

Se la Cina dovesse prendere una decisione drastica (come ad esempio cambiare le proprie riserve di dollari americani in euro in tempi brevissimi), si avrebbe come conseguenza il crollo del dollaro americano (il suddetto piano B è stato studiato appunto per questa eventualitá).

In effetti, una delle maggiori fonti finanziarie atte a coprire il debito pubblico americano è proprio la Cina, la quale fino a poco tempo fa assorbiva appunto gran parte del debito pubblico degli USA (oggi questo bisogno necessita di ben 170 miliardi di dollari alla settimana).

Il recente misterioso volo a bassa quota dell’ Air Force One su Manhattan, che ha provocato molto panico e perfino l’ evacuazione sia del World Financial Center che di altri grattacieli sembra essere connesso con la situazione generale: sembra che Obama e alcuni del suo staff abbiano deciso di incontrare i rappresentanti e garanti della Cina e di altre potenze estere con l’obiettivo di raggiungere un accordo/soluzione. Il problema è che Obama non è arrivato ad un accordo con i piani piú alti che hanno l’ ultima parola e che hanno deciso diversamente, ordinando all'Air Force One di atterrare a Washington DC in maniera piuttosto minacciosa. Temendo il peggio il pilota dell’Air Force ha deciso di proteggere il velivolo facendo in modo che venisse ‘visto’ sui cieli di New York da milioni di persone cosi che i due caccia F-16 che lo scortavano non facessero niente di ‘strano’ (vedi i video su YouTube degli incredibili voli a bassa quota). Gli inviati dei creditori esteri degli USA, inclusa la Cina, sono poi anche stati coinvolti in uno scontro a fuoco avvenuto poco dopo con degli agenti dell’ FBI; scontro che ha provocato la morte di diversi agenti.

3) IL DETONATORE ISRAELIANO

Lo stato di Israele va avanti col piano annunciato per l’attacco unilaterale dell’Iran. Abbiamo parlato di questo per oltre due anni. Sará un attacco unilaterale premeditato e ingiustificato da parte di Israele, l’unico stato del Medio Oriente che detiene armi di distruzione di massa (400 pezzi nucleari avuti dagli USA) e che lascia intendere di volerle usare; la scusa è naturalmente il programma nucleare dell’Iran. Il quotidiano londinese Times rende noto nell’edizione del 18 aprile 2009 che le forze aeree israeliane sono pronte all’attacco ed aspettano soltanto il via libera dal nuovo primo ministro della destra estrema Benjamin Netanyahu, dall’ancor piú estremista ministro degli esteri Avigdor Lieberman e dall’alto commando del IDF (Forze di Difesa Israeliane) (vedi l’articolo ‘Israele è pronto a bombardare le basi nucleari iraniane).

Questo attacco provocherebbe una guerra di dimensioni enormi e l’uso di armi di distruzione di massa biologiche, chimiche e nucleari. Le fonti israeliane riferiscono che lo stato è pronto ad attaccare l’ Iran con o senza il consenso da parte del governo Obama, ben sapendo che il potere sionista in America è piú forte di qualsiasi governo, sia esso democratico o repubblicano. Netanyahu incontrerá Obama il 18 maggio. In ogni caso, con l’attacco di Israele e la risposta dell’Iran, il governo americano si vedrá costretto dal potere sionista negli USA a combattere al fianco di Israele (vedi ‘La lobby israeliana e la politica estera americana’, Stephen Walt & John Mearsheimer); tutto questo è stato appena ratificato nel Daily Telegraph del 7 maggio.

4) POLITICA PER UN GOVERNO MONDIALE

Il ‘detonatore israeliano’ va di pari passo col riposizionamento delle truppe americane lungo i confini, come suggerito dal pensiero strategico di Zbigniew Brzezinski che vuole lo spostamento di buona parte delle truppe dall’Iraq all’Afghanistan e al Pakistan, focalizzando l’attenzione sui Talebani e i pozzi petroliferi nel mar Caspio. L’Afghanistan si trova in una condizione di totale confusione con i Talebani che hanno preso possesso della parte migliore del paese. Oggi si trovano a 160 km da Islamabad, in Pakistan, paese che deve affrontare una crisi altrettanto tremenda. Le bombe americane cadono su Afghanistan e Pakistan ogni giorno mentre i governi fantoccio di questi stati non fanno nulla per porre fine a questa situazione.

L’Iran, la Russia e la Cina, da spettatori e secondo i loro propri interessi, seguendo diversi criteri d’allarme, osservano attentamente queste manovre offensive (aggravate dalla pericolosa strategia della NATO contro la Russia in Polonia e in altre parti dell’ Europa). I tre comunque riconoscono di avere gli stessi avversari: gli Stati Uniti (per Russia e Cina), Israele e gli USA (per l’Iran); una vera formula esplosiva, ma un rischio necessario per l’oligarchia del Nuovo Ordine Mondiale tesa ad introdurre un governo globale.

Questo dovrebbe essere un campanello d’ allarme per tutti gli stati del mondo, in quanto quest’ ordine comprende tutte le nazioni, e gli stati che si rifiutassero di entrare volontariamente nel ‘club’ che ruota intorno agli USA, il Regno Unito e Israele (ed ai loro rispettivi interessi) sarebbero automaticamente banditi come antidemocratici e antisemiti; quello che succederebbe dopo si puó benissimo immaginare.

5) SEMPRE PÍU STATI FALLIMENTARI: DISOCCUPAZIONE E POVERTÁ PER MILIONI DI LAVORATORI

Le banche americane ed europee sono in bancarotta, cosi come molte industrie (la Chrysler è stata proprio l’ultima a cadere), gli assicuratori globali sono tecnicamente falliti, mentre la maggior parte delle istituzioni finanziarie sono deboli, per usare un eufemismo, o totalmente improduttive, per usare un termine che si addice di piú alla situazione reale. I maggiori governi mondiali sono costretti a sostenere finanziariamente la maggior parte delle aziende, il che è un’ ulteriore prova che il capitalismo senza regole, quando lasciato ai suoi propri meccanismi senza interventi da parte dello stato, porta ad un sistema vicino a quello sovietico in cui lo stato controlla le societá (naturalmente troppo importanti per poter crollare) e porta avanti un’economia finalizzata alla protezione della nomenklatura dei ‘banksters’ [“banchieri gansters” N.d.r].

Ancora una volta assistiamo al medesimo ciclo: prima si ha la privatizzazione di larghi profitti che va avanti per decenni; profitti che vanno a riempire le tasche di banchieri, investitori, speculatori e parassiti di ogni genere. Quando poi l’ intero sistema crolla, come sta succedendo in questo momento, le gigantesche perdite sono ‘socializzate’ per mezzo di fondi governativi che includono denaro proveniente dalle imposte e denaro coniato apposta per salvare coloro che dovrebbero essere in prigione; tutti gli altri sono lasciati al proprio destino.

L'iper-inflazione tecnica del dollaro è un fatto, anche se nessuno ancora lo dichiara apertamente.

Ci si sta rendendo conto che la recessione di USA, Europa e Asia è molto peggio di quanto ci si aspettasse, dicono gli esperti.

Milioni di persone stanno perdendo il posto di lavoro e i mezzi di sussistenza, le case, le pensioni, e i risparmi di una vita; milioni di persone cominciano a farsi sentire nelle strade con manifestazioni come i “tea-parties” [recenti manifestazioni di protesta negli USA N.d.r] e sommosse: rappresaglia e repressione.

6) FRODE E ANCORA FRODE

Bernard Madoff, ex presidente del NASDAQ e direttore della Yeshiva University a Tel Aviv, è divenuto un simbolo del classico banchiere truffaldino che ha parte integrante nel sistema capitalistico senza regole (che usa il modello piramidale Ponzi come modello base), con i suoi 70 miliardi di dollari rubati ad altri investitori (oh, questi sembrano essere preda di una versione moderna di cannibalismo, mangiando la loro stessa carne).

Si dovrebbe comunque essere piú gentili con ‘Bernie’ Madoff in quanto egli si sta assumendo tutte le colpe e le critiche derivanti dal modello Ponzi, mentre in realtá è l’ intero sistema finanziario a rispecchiare tale modello. Questo è il modo in cui CitiCorp (William Rhodes, Robert Rubin), la Bank of America, Goldman Sachs (Henry Paulson, Timothy Geithner), Morgan Stanley, AIG (Maurice Greenberg) e gli altri istituti assicurativi e banche, hanno sempre operato.

Per avere un’idea piú chiara di quello che sta succedendo dietro le quinte, si prenda come esempio Freddie Mac, il cui nuovo direttore finanziario, il 41enne David Kellermann, si è suicidato. Fonti dell’intelligence russa ritengono che la causa piú probabile per questa morte sia legata al fatto che Kellermann aveva scoperto che Freddie Mac ha finanziato con piú di 50 miliardi di dollari le organizzazioni che fanno capo agli interessi di Israele, cosi che quest’ informazione avrebbe dovuto essere resa nota proprio da lui. Bisogna anche ricordare che quando alla fine dello scorso anno Freddie Mac crolló, uno dei suoi direttori era Rahm Emanuel, ossia l’attuale capo di gabinetto del presidente Obama con doppia cittadinanza (americana e israeliana), e per di piú sospettato di far parte dei servizi segreti israeliani.

7) H1N1 L’ EPIDEMIA DELLA PESTE SUINA

Sembrerebbe che un’ altra cortina fumogena sia stata imposta ai mezzi d’ informazione di tutto il mondo, in modo da evitare che gli articoli che parlano della suddetta situazione vengano messi nelle prime pagine. Fino ad ora si sono verificati soltanto 2000 casi di H1N1 in tutto il mondo, e i 160 decessi in Messico riportati da FoxNews alcune settimane fa sono scesi a 30; lo stesso vale per il resto del mondo. I media hanno provocato isteria, generando quella che viene chiamata ‘isteria da pandemia’, per la gioia delle grosse ditte farmaceutiche che registrano vendite record di Oseltamivir e altre medicine contro l’influenza. I fautori del NWO (Nuovo Ordine Mondiale) sono anche stati in grado di testare l’efficacia delle tattiche di guerra psicologica posta in atto al fine di avere il controllo su fasce molto ampie di popolazione. Vaccini di massa e quarantena, voli cancellati: questo è un circo globale; lo stesso avvenne nel caso dell’ influenza aviaria nel 2004/2005 (che ne è stato poi?).

Non c’è dubbio che ad un certo punto verrá sintetizzato un virus selettivo focalizzato a determinati gruppi sociali (è stato forse l’ HIV un precursore?), in quanto uno degli obiettivi chiave del governo mondiale è proprio quello di favorire la decrescita demografica del pianeta, come consigliato da Henry Kissinger nel National Security Strategic Memorandum 200 del 1974.

Per concludere, le sette questioni di cui si parla in quest’ articolo non dovrebbero essere considerate isolate e sconnesse; al contrario sono strettamente legate tra loro e dovrebbero essere perció lette in chiave olistica, come parte di una strategia piú vasta mirante all’ imposizione di un regime globale in un modo o nell’altro. Parlare di tali questioni come legate tra loro e fare previsioni sul loro effetto a medio e lungo termine ci permette di capire cosa sta realmente accadendo nel mondo; il che è molto diverso da quello che si sente alla CNN, FoxNews, la BBC, il New York Times, il Washington Post, il Daily Telegraph, ABC, CBS o NBC.

In breve, la questione chiave che ci si dovrebbe porre dovrebbe diventare sempre piú chiara a tutti quanti: quanto tempo ci rimane? Quanto tempo abbiamo realmente negli Stati Uniti, in Europa, in Argentina e nell’intero pianeta?

Ognuno giudichi a modo suo, ognuno faccia le proprie scelte. Si puó scegliere di essere come Homer Simpson, facendo zapping tutto il tempo, oppure scegliere di intervenire in questo disastro globale, a prescindere da dove ci troviamo, passando ai fatti.

Qualsiasi cosa si abbia intenzione di fare, è meglio cominciare subito.

Titolo originale: "Global Crisis: How Much Time do We Have?"
tratto da: ComeDonChisciotte
Fonte: http://asalbuchi.com.ar/
Link
08.05.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARCO ORRÙ

L'Ingegneria climatica di Obama

Apprendiamo dalla Associated Press quanto segue:

L'amministrazione di Obama sta pensando di ricorrere alla geoingegneria per "raffreddare l'aria" della Terra, nel tentativo di combattere il riscaldamento globale.
Lo dichiara John Holdren, consulente scientifico della Casa Bianca, specificando che una delle tecniche in discussione riguarda lo spargimento nell'alta atmosfera di particelle opache che riflettano i raggi del sole.

Una vecchia idea ritirata fuori per l'occasione, condita con abbondante terrorismo psicologico e il solito gustoso contorno di "Fidati, gli esperti siamo noi".

Lo stesso Holdren avverte che immettere le particelle nell’aria potrebbe avere gravi effetti collaterali. Ma nonostante questo ha poi affermato che «potremmo essere così disperati da volere il suo utilizzo».
Secondo il consulente di Obama, il riscaldamento globale potrebbe avere «conseguenze davvero intollerabili». Nell’intervista rilasciata all’Associated Press, durata mezz’ora, Holdren ha paragonato per ben due volte il fenomeno del riscaldamento globale a quella situazione in cui ci si trova «in una macchina con freni che non funzionano, e si guida verso un precipizio nella nebbia».

Inutile far notare, a questi soloni a libro paga governativo, che ogni volta in cui l'uomo ha voluto intervenire nei meccanismi profondi del sistema Terra ha fatto disastri, spesso peggiorando la situazione nel tentativo di rimediare a precedenti interventi.

Inoltre, immettere particelle in quel sistema complesso e ancora non ben conosciuto che è l'atmosfera, comporta rischi enormi per tutte le forme viventi del pianeta.
Se non bastasse, aggiungiamo che schermare il Sole con un "velo opaco" artificiale (vi ricorda niente? eh già), può sì diminuire la quantità di energia in entrata di giorno, ma di notte impedirebbe il naturale rilascio di parte dell'energia verso lo spazio, aumentando così, e non diminuendo, il riscaldamento globale.

Giocare con sistemi complessi in equilibrio dinamico come sono gli ecosistemi terrestri, non è un comportamento saggio, ma chi detiene il potere crede anche di avere il diritto di prendere decisioni così gravi e irreversibili per tutta l'umanità. Ma ormai sappiamo quanto possano "funzionare bene" politica, scienza e propaganda quando vengono unite sotto lo stesso vessillo del potere.

dal blog
Nuovo Ordine Mondiale

La quadratura del cerchio

dal blog Zret

Tremeranno i cieli e la Terra si muoverà, gli uomini tremeranno di paura. Gli Annunciatori del Giudizio appariranno. Arriveranno lentamente, come i ladri di tombe: gli uomini non li riconosceranno per quello che sono. L'ora del Distruttore è alle porte. (Bibbia Kolbrin)

Il 2009 è stato dichiarato anno internazionale dell'astronomia: si susseguono missioni spaziali, si compiono studi sul Sole, sui pianeti ed i satelliti del nostro sistema, ma anche su corpi celesti lontanissimi. Non può mancare in questo fervore di "ricerche" aerospaziali, il riferimento a Nibiru. Al Pianeta X ho già dedicato un ampio articolo, Nibiru tra verità e disinformazione; dunque non ripeterò concetti già espressi, ma mi sembra doveroso tornare sul tema per puntualizzare alcuni aspetti ed evidenziare nuove sfaccettature. Ammettiamo che Nibiru esista veramente: potrebbe essere un pianeta gigantesco o una nana bruna o una cometa o un'astronave.

L'ingegner Carlo Bolla non ritiene plausibili le ricostruzioni di Sitchin e dei suoi epigoni circa il pianeta degli dèi: Bolla, in Questioni celesti, si avvale soprattutto di argomenti astronomici ed astrofisici per confutare la teoria dello studioso russo. Tuttavia non mancano studiosi, come il fisico olandese Jacco Van Der Worp, autore di Previsioni sul Pianeta X, Guida alla sopravvivenza 2012, che sono convinti della sua esistenza. In Italia, tra gli altri, Luca Scantamburlo, Cristoforo Barbato e Giorgio Pattera hanno cercato di gettare un po' di luce sulla complessa questione.

Bisogna riconoscere che le piaghe descritte nella Bibbia, quasi certamente trasfigurazioni di fenomeni naturali catastrofici che colpirono l'Egitto, se la datazione dell'esodo degli Ebrei dalla terra dei faraoni è attendibile, risalgono proprio al XVII secolo a.C., quando nella regione del Delta si trovavano gli Hyksos. Dal XVII secolo a.C. ad oggi intercorrono a un dipresso 3.600 anni, il periodo di Marduk! E' quindi il Pianeta dell'attraversamento ormai prossimo al perielio?

Naturalmente bisogna postulare che il racconto biblico abbia un fondamento storico, che, intorno al XVII secolo, gruppi di Semiti (?) guidati dall'egizio Moses, (sacerdote del dio Aton?), cominciarono a spostarsi verso il Sinai in più ondate, forse dopo che la dinastia Hyksos (Indoeuropei mescolati con Semiti?) fu rovesciata dai sovrani di Tebe. Le piaghe bibliche potrebbero essere correlate al materiale piroclastico espulso dall'eruzione vulcanica di Santorini. In tal caso, i calcoli riferiti al periodo di Nibiru si discostano di più di un secolo. Van Der Worp è persuaso che le calamità che colpirono l'Egitto furono causate dall'avvicinamento della nana bruna e non dall'eruzione di Thera, risalente al 1450 a.C. circa.

Si tratta, come si può intuire di un nodo di Gordio: veramente Nibiru si sta appressando alla Terra, foriero di disastri a causa delle perturbazioni gravitazionali e delle interazioni con il campo magnetico solare? E', invece, possibile che sia una montatura orchestrata dalla sinarchia, con l'ausilio della N.A.S.A. e dei media? I paventati cataclismi dei prossimi anni saranno naturali o innaturali?

Se veramente tutto fosse normale, i Rockfeller non avrebbero costruito nelle isole Svalbard delle basi sotterranee per stoccare sementi né altrove sarebbero state create simili installazioni ipogee. Qualcosa le stesse élites sembrano temere. Si cautelano forse contro disastri artificiali che saranno attribuiti ad un inesistente Nibiru, la cui mole sarà visibile solo in quanto ologramma?

Se veramente la casta mondiale fosse inquieta per sconvolgimenti naturali, non si impegnerebbe con tanto zelo in operazioni come H.A.A.R.P. e scie chimiche, ma destinerebbe tutte le risorse all'approntamento di bunker. Forse, però, le onde elettromagnetiche e le scie adempiono la loro funzione: o servono a creare i presupposti per una proiezione olografica di Nibiru associata a cataclismi generati con H.A.A.R.P. ed altri sistemi d'arma o servono a nascondere alla popolazione il Pianeta X, deviando anche l'attenzione su temi depistanti.

I cambiamenti paventati per il 2012, anno in cui il Sole dovrebbe conoscere un'intensa attività, in relazione al ciclo delle macchie solari di 11,1 anni, potrebbero essere dovuti anche ad una micidiale sinergia tra fenomeni naturali ed artificiali.

Non dimenticherei né che il 2012 è un anno dal valore simbolico né che l'avvento del Distruttore è anticipato in molti testi e tradizioni del passato.

Alla fine (su molti addentellati del tema sorvolo, poiché l'intrico diventerebbe ancora più inestricabile), non sappiamo se eventuali cataclismi saranno di matrice tecnologica o di origine naturale (o entrambe le cose?): sappiamo solo che qualcosa sta per accadere [1]. Temo che non saranno eventi del tutto fausti.


[1] Anche un profano si accorge o dovrebbe accorgersi che le stelle manifestano in questi ultimi tempi alcunché di anomalo: è segno di uno spostamento dell'asse terrestre o ha ragione il Vangelo di Filippo?

Il sistema di controllo globale della D.A.R.P.A.: il nemico è il cittadino

DARPA’s iXo Artificial Intelligence Control Grid

La griglia di controllo denominata "iXo" sull'Intelligenza artificiale della D.A.R.P.A., (Agenzia per la ricerca avanzata ed i progetti di "difesa") la "versione ufficiale"

Proponiamo un filmato costruito mediante un collage di fonti ufficiali di origine militare. Il documento, di cui abbiamo tradotto la presentazione, riguarda, in particolar modo, l'uso di microsensori che sono diffusi per mezzo di aerei chimici con lo scopo di controllare la popolazione.

Questo documento è stato realizzato quasi interamente usando testi, animazioni, immagini e fotografie di matrice militare. La voce narrante proviene da stralci di fonti governative dall'inizio alla fine. E' una "versione ufficiale", per così dire, ma in una forma particolare.

Il filmato svela i numerosi ed imminenti programmi circa l'Intelligenza artificiale (A.I.), la Griglia di informazione globale, la nanotecnologia, la biotecnologia, i droni, le basi navali, le armi spaziali, la modificazione meteorologica etc.; il tutto è riferito ad un dominio totalitario nazionale ed internazionale. L'imperialismo statunitense incontra l'Intelligenza artificiale.

La questione cruciale è la seguente: che cosa possiamo fare per fermare i militari? Il tempo stringe...

Il documento è imperniato su fonti della D.A.R.P.A., ma anche altre istituzioni sono coinvolte. Una parte del video è tratta dal materiale presente sul sito della D.A.R.P.A. stessa e fu scaricato circa un anno fa; oggi, però, non è più disponibile.

Nota: si ponga particolare attenzione alle sequenze a partire dal minuto 3:23 - LINK AL VIDEO.

dal sito
Tankerenemy

Scie chimiche

Esiste una rete cospirativa massonica internazionale che controlla le istituzioni, i partiti, e decide le sorti della politica eliminando all’occorrenza le persone scomode?

Per l’uomo comune simili affermazioni sono semplicemente assurde.
L’11 settembre 2001 è stato perpetrato un attentato organizzato con la collaborazione dei più alti vertici del governo, dell’esercito e dei servizi segreti statunitensi?Per l’uomo comune simili affermazioni sono semplicemente assurde.Esistono le scie chimiche? Esiste un complotto mondiale per avvelenare intenzionalmente la razza umana spruzzando composti tossici nell’aria che respiriamo? Per l’uomo comune simili affermazioni sono motivo di una travolgente ilarità.

The Corporation

Un documentario che spiega cosa sono le corporation e come sono riuscite nel tempo ad acquisire lo strapotere che hanno oggi.

Il suono del silenzio

Non che a questo punto possa fare alcuna differenza, ma un nuovo rapporto del Congresso statunitense ha confermato quanto già noto da mesi: nel 2004 la Casa Bianca e in particolare Alberto Gonzales hanno mentito di fronte al Congresso affermando che l’amministrazione Bush non era stata ripetutamente avvertita dalla CIA di non dichiarare che Saddam Hussein aveva tentato di acquistare uranio dal Niger, cosa che invece l’agenzia aveva tentato di fare almeno quattro volte. Come sia stata poi utilizzata la bufala dell’uranio iracheno o delle armi di distruzione di massa, lo sappiamo bene. Forse che dopo questa ennesima dimostrazione della criminale negligenza (o peggio) di George W. Bush, Dick Cheney e compagnia cantante, costata la distruzione di un paese e migliaia di vittime, qualcuno verrà sottoposto a impeachment? Eppure, tempo addietro era uno strumento assai popolare nell’arena politica statunitense (chiedete a Nixon, o a Clinton…). Come amo dire, soltanto qualche anno fa il mondo si è fermato per del sesso orale praticato nella Stanza Ovale, mentre adesso assistiamo a crimini di ogni genere e ascoltiamo delle spudorate menzogne a giustificarli, e cosa succede? Niente.

L’ex ministro degli esteri britannico Robin Cook arriva a dichiarare: “La verità è che non esiste un esercito islamico o un gruppo terroristico chiamato Al Qaeda. Questo qualunque ufficiale di intelligence informato lo sa. Ma c’è una campagna propagandistica per far credere all’opinione pubblica nella presenza di un’entità identificata rappresentante il ‘male’, solo per indurre il telespettatore ad accettare una leadership unificata internazionale per una guerra contro il terrorismo. Il paese che sta dietro a questa operazione sono gli Stati Uniti…” e cosa succede? Niente. Questa totale mancanza di interesse da parte degli organi di informazione la dice lunga su come funziona oggi il sistema, ma è la completa acquiescenza dell’opinione pubblica nel suo complesso a renderlo possibile. Qualcuno si domanda se parte di ciò possa essere dovuto alla progressiva implementazione di tecnologie che sfruttano le trasmissioni dei telefoni cellulari e in particolar modo i sempre più diffusi canali televisivi digitali ad alta definizione per diffondere emissioni non percepibili a livello cosciente ma rilevate e registrate dal cervello, allo scopo di condizionare in modo subliminale la popolazione. A questo proposito, sarà interessante tenere d’occhio la Sardegna, prima regione totalmente “digitale” dal punto di vista televisivo (almeno per quanto concerne i canali RAI), anche se apparentemente il problema riguarda, almeno per ora, gli USA.

La tecnologia psicotronica segreta in questione, sviluppata dal Pentagono, è denominata Silent Sound Spread Spectrum (SSSS) o, più prosaicamente, “Suono Silenzioso”, ed è pienamente operativa in campo militare sin dagli anni ’90, quando venne impiegata durante la Prima Guerra del Golfo (ricordate le decine di migliaia di soldati iracheni che uscirono dai loro bunker e si arresero senza sparare un colpo?). Ora sembra che sia stata predisposta per essere utilizzata dai trasmettitori HAARP, dalle torri GWEN, da quelle per la telefonia cellulare e in particolare dai canali televisivi digitali HDTV, siano essi via cavo, via satellite o tramite decoder.

Il Suono del Silenzio è una parola in codice usata dai militari e dall’intelligence per definire determinate armi psicotroniche per il controllo mentale, collaudate negli anni ’50, perfezionate negli anni ’70 e ampiamente utilizzate agli inizi degli anni ’90 in ambito militare, malgrado l’opposizione (si dice) di personaggi del calibro di Dwight D. Eisenhower.

Questo genere di arma per l’alterazione mentale è basata sulla tecnologia a vettore subliminale, per l’appunto Silent Sound Spread Spectrum (SSSS), soprannominata anche S-Quad o “Squad” in gergo militare. Fu sviluppata per uso bellico dal Dr. Oliver Lowery di Norcross, Georgia, ed è descritta nel brevetto USA #5,159,703 - "Silent Subliminal Presentation System" ad uso commerciale nel 1992. Personalmente sono sempre più convinto che la perenne attività di irrorazione chimica nei nostri cieli abbia a che fare proprio con questo (aumentando la conducibilità elettrica dell’atmosfera e quindi migliorando le prestazioni dei sistemi di trasmissione di segnali elettromagnetici), ma come sapete me ne sono già occupato.

E mentre Muntazer al-Zaidi, il coraggioso giornalista che ha tirato le scarpe a Bush, pare sia stato selvaggiamente picchiato e abbia subito la frattura di una costola (e forse un braccio) e serie lesioni all’occhio, la Corte Suprema statunitense si accinge ad esaminare per la terza volta, il 9 gennaio 2009, la questione del certificato di nascita di Barack Obama.

Credo però che la questione stia per essere risolta una volta per tutte: pare che Obama abbia messo la parola fine ad ogni diatriba, presentando finalmente il suo certificato di nascita:

A parte gli scherzi, voglio chiudere il mio intervento segnalando una nuova “stranezza”, che stavolta sta minacciando gli isolani di Luaniua e Pelau, delle isole Malaita, i quali stanno soffrendo di una vera crisi alimentare dovuta alla continua presenza di onde anomale che spazzano via i loro raccolti agricoli, disseminando tra l’altro il territorio di pesci morti e altri detriti puzzolenti. Mi domando quale possa esserne la causa, ma mentre mi arrovello colgo l’occasione per augurare a tutti delle serene festività, in attesa di un 2009 che, ne sono certo, non mancherà di sorprenderci. Magari anche da noi si verificheranno eventi come quelli presumibilmente registrati da una telecamera sopra Santiago del Cile (un’astronave madre di origine extraterrestre?)…



…e nei cieli irlandesi (con tutta probabilità un TR3-B pienamente operativo)…



dal sito Nexus

Ad ogni pretesto... un Chip

Londra - Un gruppo di scienziati dell’Università di Oxford sta lavorando allo sviluppo di uno speciale chip in grado di stimolare l’orgasmo direttamente nel cervello. Questo sistema elettronico, che crea un piccolo shock nel cervello, è stato già utilizzato negli Stati Uniti come trattamento per i pazienti malati di Parkinson.

Le ricerche - Ora i ricercatori, guidati da Morten Kringelbach, stanno concentrando i loro sforzi sulla corteccia orbitofrontale, associata alle sensazioni di piacere provocate dal cibo e dal sesso. Tipu Aziz, collega di Kringelbach, ha però dichiarato che "non ci sono prove che questo tipo di chip possa funzionare". Pochi anni fa uno scienziato ha impiantato un dispositivo simile nel cervello di una donna che soffriva di un forte calo di desiderio sessuale. Grazie a questa macchina però è riuscita a cambiare completamente, e gradualmente, la propria vita sessuale. Ma Azuz ha comunque precisato che un tipo di intervento del genere è invasivo e che, per questo, sarebbe necessario sviluppare dispositivi meno "grezzi". Nel frattempo negli Usa è già in fase di sviluppo una macchina elettronica, ideata da Stuart Meloy, che provoca sensazioni sessuali stimolando il midollo spinale.

Microchips e controllo mentale

Nel 1948, Norbert Weiner pubblicò un libro, “Cybernetics” sulla comunicazione neurologica e teorie di controllo, già in uso, all'epoca, in piccoli circoli. Yoneji Masuda “Padre della Società dell'Informazione”, nel 1980 espresse la preoccupazione che la nostra libertà fosse minacciata in modo Orwelliano dalla tecnologia cibernetica, completamente sconosciuta alla maggior parte della gente. Questa tecnologia collega il cervello delle persone ai satelliti mediante microchips impiantati, controllati tramite supercomputers situati in basi sotterranee.

I primi impianti cerebrali furono inseriti chirurgicamente nel 1974, nello stato dell'Ohio, Stati Uniti, e anche a Stoccolma, in Svezia. Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali e umani, soprattutto negli Stati Uniti, durante le ricerche sulla modificazione del comportamento, e sul funzionamento del cervello e del corpo. Metodi di controllo mentale furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello divenne un obiettivo importante dei sevizi segreti e militari.

Trent'anni fa impianti cerebrali risultarono, ai R-X, misurare 1 cm. Impianti successivi si rimpicciolirono fino ad essere grandi come un chicco di riso. Erano fatti di silicio, e quelli successivi persino di arsenioferrite. Oggi sono abbastanza piccoli da poter essere inseriti nel collo o nella schiena, e anche per via indovenosa in diverse parti del corpo, durante operazioni chirurgiche, con o senza il consenso del soggetto. È ormai quasi impossibile rintracciarli o rimuoverli.

È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe dunque servire per identificare la persona per il resto della sua vita. Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy.

In Svezia, il Primo Ministro Olof Palme, diede il permesso, nel 1973, di inserire impianti nei detenuti, e l'accertamento dei dati dell'ex direttore generale Jan Freese, rivelò che a pazienti di case di riposo erano stati messi degli impianti alla metà degli anni ’80. La tecnologia fu rivelata nel rapporto statale svedese del 1972/74 “Statens Officiella Utradninger” (SOU).

Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque: Le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze. Cavie di esperimenti segreti sono state detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi e ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato “marginale” dalle élites di sperimentatori. Le esperienze pubblicate, dei detenuti della prigione statale dello Utah, ad esempio, sono shockanti.

Gli attuali microchips agiscono mediante onde radio a bassa frequenza che li rendono rintracciabili. Con l'aiuto dei satelliti, le persone con gli impianti possono essere rintracciate ovunque nel globo. Questa tecnica fu tra quelle testate nella guerra in Iraq, secondo il Dr. Carl Sanders, che ha inventato l'interfaccia biotico (IMI- Intelligence-manned interface), che viene iniettato alle persone. (Già durante la Guerra in Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo Chip, ideato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.)

I supercomputers da 20 bilioni di bit al secondo, alla US National Security Agency (NSA), possono adesso “vedere e sentire” qualsiasi esperienza dei soldati nel campo di battaglia, con un sistema di monitoraggio a distanza (RMS). Quando un microchip di 5 micromillimetri (il diametro di un capello è di 50 micromillimetri) è piazzato nel nervo ottico, manda neuroimpulsi dal cervello che inducono le esperienze, gli odori, le visioni e voci della persona con l'impianto. Una volta trasferiti e depositati in un computer, questi neuroimpulsi possono essere rispediti al cervello della persona tramite il microchip perché li riviva. Usando un RMS, un operatore di computers a terra può mandare messaggi elettromagnetici (codificati in forma di segnali) al sistema nervoso, simulando una determinata prestazione. Con l'RMS si può indurre persone sane ad avere allucinazioni o a sentire voci nella propria testa.

Ogni pensiero, reazione, cosa udita o osservata causa una certa potenzialità, e percorsi neurologici nel cervello e il suo campo elettromagnetico, che adesso possono essere decodificati in pensieri, immagini e voci. Stimolazioni elettromagnetiche possono, d’altra parte, cambiare le onde cerebrali di una persona e simulare attività muscolare, causando dolorosi crampi vissuti come una tortura.

Il sistema elettronico di sorveglianza della NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha una unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche (EMF), segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepito dal soggetto prescelto. È una forma di guerra elettronica. Ad astronauti statunitensi vennero inseriti degli impianti prima di essere mandati nello spazio, in modo che i loro pensieri potessero essere seguiti e tutte le loro emozioni registrate 24 ore al giorno.

Nel maggio 1996 il Washington Post ha riportato che al principe William di Gran Bretagna venne inserito un impianto all'età di 12 anni. In questo modo, se fosse stato rapito, un'onda radio con determinate frequenze avrebbe potuto essere puntata verso il microchip. Il segnale del microchip sarebbe stato rintracciato tramite un satellite collegato allo schermo del computer del quartier generali della polizia, dove gli spostamenti del principe avrebbero potuto essere seguiti. Avrebbe potuto trovarsi ovunque nel globo.

I mass media non si sono occupati del fatto che la privacy di una persona con un impianto scompare per il resto della sua vita. La persona può essere manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, il controllore segreto di questa attrezzature può addirittura modificare la vita emotiva di una persona. La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l'impianto lo sappia o acconsenta.

In questo modo potrebbe essere creato un perfetto cyber soldato. Questa tecnologia segreta è stata usata dai militari in certi paesi NATO sin dagli anni ’80, senza che la popolazione accademica o civile ne avesse mai sentito parlare. Di conseguenza, poche informazioni riguardo sistemi così invasivi di controllo mentale sono reperibili in riviste professionali o accademiche.

Il gruppo Signals Intelligence dell'NSA, può monitorare a distanza informazioni del cervello umano decodificando i potenziali provocati (3,50HZ, 5 milliwatt), emessi dal cervello. Detenuti sottoposti ad esperimenti sia a Gotheburg, Svezia e Vienna, Austria, hanno scoperto di avere evidenti lesioni cerebrali. Ridotta circolazione sanguigna e mancanza di ossigeno nel lobo temporale destro risultano là dove impianti cerebrali erano di solito attivi. Un soggetto di nazionalità finlandese, sottoposto ad esperimenti, ebbe atrofia cerebrale e saltuaria perdita dei sensi, dovuti alla mancanza di ossigeno. Tecniche di controllo mentale possono essere usate per scopi politici. L'obiettivo dei manipolatori della mente, oggi, è indurre le persone o i gruppi presi di mira, ad agire contro le loro convinzioni e i loro interessi. Individui zombificati possono persino venire programmati ad uccidere e in seguito non ricordare niente del loro crimine. Esempi allarmanti di questo fenomeno si possono trovare negli Stati Uniti.

Si sta conducendo questa “guerra silenziosa” contro civili inconsapevoli e soldati, da parte di organismi militari e dei servizi segreti. Sin dal 1980, stimolazioni elettroniche del cervello (ESB) sono state segretamente usate per controllare le persone scelte senza il loro consenso o che ne fossero a conoscenza. Tutti gli accordi internazionali sui diritti umani proibiscono la manipolazione non consensuale degli esseri umani – persino in prigione, per non parlare della popolazione civile.

Dietro iniziativa del senatore degli Stati Uniti, John Glenn, nel gennaio 1997, cominciarono discussioni riguardanti i pericoli di irradiare la popolazione civile. Puntare le funzioni cerebrali della gente con campi elettromagnetici e raggi (da elicotteri e aeroplani, satelliti, furgoni parcheggiati, case vicine, pali del telefono, apparecchi elettrici, telefoni mobili, TV, radio, ecc…) fa parte del problema irradiamento, di cui si dovrebbero occupare apparati governativi democraticamente eletti. In aggiunta al controllo mentale elettronico, sono stati sviluppati anche metodi chimici. Droghe che alterano la mente e diversi gas da inalazione, che agiscono negativamente sul funzionamento del cervello, possono essere diffusi nei condotti dell'aria o nei tubi dell' acqua. In questo modo sono stati testati anche batteri e virus in numerosi paesi. L'attuale supertecnologia, che connette le funzioni del nostro cervello attraverso microchips (o addirittura senza di essi, secondo le ultime tecnologie) a computers satellitari negli Stati Uniti o in Israele, rappresentano la più grave minaccia per l'umanità.

Gli ultimi supercomputers sono sufficientemente potenti da monitorare la popolazione di tutto il mondo. Cosa succederà quando la gente sarà tentata da falsi presupposti, a lasciarsi impiantare microchips nel corpo ? Un'esca sarà quella della carta d'identità microchip. Negli Stati Uniti è persino stata proposta segretamente una legislazione obbligatoria che criminalizza la rimozione della carta d'identità impiantata. Siamo pronti per la robotizzazione dell'umanità e la totale eliminazione della privacy, inclusa la libertà di pensiero ? Quanti di noi vorrebbero cedere la propria intera vita, inclusi i nostri pensieri più segreti, al Grande Fratello ? Già esiste una tecnologia per creare un totalitario Nuovo Ordine Mondiale. Nascosti sistemi neurologici di comunicazione sono posizionati in modo da annullare il pensiero indipendente e controllare l'attività sociale e politica negli egoistici interessi privati e militari.

Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico usando la letteratura disponibile di biotelemetria e le informazioni scambiate ai congressi internazionali.

Uno dei motivi per i quali questa tecnologia è rimasta un segreto statale è l'esteso prestigio del “Diagnostic Statistical Manual IV”, prodotto dalla American Psychiatric Assoiation (AA) statunitense, e stampato in otto lingue. Psichiatri al servizio dei servizi segreti degli Stati Uniti hanno contribuito senza dubbio alla stesura e correzione di questo manuale. Questa “Bibbia” della psichiatria nasconde lo sviluppo segreto delle tecnologie di controllo mentale, etichettando alcuni dei loro effetti come sintomi di schizzofrenia paranoica.

Le vittime di controllo mentale sono così definite, automaticamente, come mentalmente malate dai medici che hanno appreso la lista dei “sintomi” DSM nella scuola medica. I medici non sono stati istruiti sul fatto che i pazienti potrebbero dire la verità quando raccontano di essere stati presi contro la loro volontà e usati come cavie per forme elettroniche, chimiche e batteriologiche di guerra psicologica.

Il tempo finirà per cambiare la direzione della medicina militare e assicurare il futuro della libertà umana.

Fonte: AltroGiornale
«È un grande giorno. Traiamo dalla sua vittoria e dallo spirito di unità che l'accompagna nuovi motivi di speranza e di fiducia per la causa della libertà, della pace, di un più sicuro e giusto ordine mondiale»

Il piano segreto dell'UE per le colture OGM

I leader europei stanno segretamente preparando un piano senza precedenti per diffondere le colture geneticamente modificate. Anche se ai popoli che essi governano gli Ogm proprio non piacciono.

Lo rivela l'Independent on Sunday, che si è procurato documenti inediti e riservati.

Essi rivelano, dice il quotidiano britannico, piani per "accelerare" l'introduzione di colture e di cibi geneticamente modificati e per affrontare la resistenza dell'opinione pubblica.

La documentazione dell'Independent mostra che i leader europei vogliono dare più voce ai rappresentanti delle organizzazioni agricole e alle industrie - presumibilmente includendo fra queste i giganti delle biotecnologie tipo Monsanto - per contrastare gli "interessi costituiti" degli ambientalisti. Proprio così.

Secondo l'Independent a questo piano sono state dedicate due riunioni indette dal presidente della Commissione europea Barroso e presiedute dal suo capo di gabinetto.

Ai capi di governo dei 27 Paesi dell'Unione Europea è stato chiesto di inviare un loro speciale rappresentante. L'Independent non rivela chi è andato per l'Italia.

Sarò lieta se qualcuno vorrà illuminarmi sugli "interessi costituiti" degli ambientalisti contro gli Ogm. Mi risultano invece chiari gli interessi delle multinazionali biotech: ti vendono i loro semi Ogm e tutto quanto il pacchetto dei loro prodotti chimici con cui trattarli.

Molte colture Ogm sono geneticamente modificate per resistere ad esempio ad un ben determinato erbicida.

Le colture Ogm, poi, non sono riseminabili: l'uomo per migliaia e migliaia di anni ha usato una parte del raccolto per seminare di nuovo. Con gli Ogm questo non è possibile. I contadini si trovano legati mani e piedi all'industria.

Soprattutto, Stati Uniti ed Unione Europea dichiarano sicure per la salute umana le colture Ogm sulla base degli studi effettuati dalle multinazionali proprietarie dei brevetti: che equivale a chiedere all'oste se il suo vino è buono.

Scritto da Maria F. Piva

dal sito
Pressante

Semi sterili in Albania: “Limagrain ha venduto semi certificati UE”

Dopo lo scandalo delle pannocchie di mais prive di chicchi, in Albania ci si interroga sulle cause nonchè sulle responsabilità dell'accaduto. Cadono le colpe ricadute sulle imprese serbe, mentre restano i dubbi sulla società francese esportatrice, la grande multinazionale Limagrain. Rinascita Balcanica ha interrogato la Limagrain su quanto sta accadendo in Albania e sulla posizione che intendono assumere in questo momento. "Non sappiamo al momento quale sia la causa precisa - dichiara un rappresentante della società - abbiamo inviato per questo dei nostri tecnici per esaminare le condizioni di coltivazione e i risultati del raccolto. (avatar)

Il mancato raccolto per gli agricoltori albanesi e il sospetto dell’esistenza di una qualche complicazione legata ai semi, ha spiazzato l’intera opinione pubblica e le stesse Istituzioni dell’Albania. Vi sono ancora delle indagini in corso e non si è riusciti ancora ad identificare ciò che ha reso le pannocchie di mais completamente vuote, nonostante le piante apparivano sane. I media albanesi hanno cercato la probabile causa nelle società serbe che hanno grandi quote nel mercato dell’esportazione del grano, spingendosi persino ad ipotizzare che si era di fronte ad una sorta di sabotaggio da parte della Serbia. Un’ipotesi del tutto scartata, considerando che il mercato di forniture delle sementi, a livello mondiale, appartiene ad una ristretta cerchia di multinazionali che, nella maggior parte dei casi, tratta semi di natura transgenica.

Sotto stretta osservazione vi è infatti la società francese esportatrice delle sementi, la Limagrain, che ha inviato una squadra di esperti per studiare l’anomalia ed individuare il motivo per cui delle piante di mais sane hanno prodotto pannocchie prive di chicchi. "Non vi è alcun sabotaggio da parte della Serbia. In realtà vi è stato un problema tecnico agrario nella fecondazione dei semi forniti all’Agro-blend albanese, in una quantità pari a 900 sacchi di 15 chili ciascuno", risponde un rappresentante della Limagrain alle domande di Rinascita Balcanica. "Non sappiamo al momento quale sia la causa precisa - aggiunge - abbiamo inviato per questo dei nostri tecnici per esaminare le condizioni di coltivazione e i risultati del raccolto . Il prodotto che abbiamo venduto all’Albania è lo stesso commercializzato in tutto il mondo, mentre possono essere cambiate le tecniche di coltivazione. Per tale motivo si suppone che il problema riguardi le modalità di cultura, che hanno interferito nei processi di impollinazione, considerando che si tratta di semi che hanno bisogno di cure e metodologie specifiche".
Specifica inoltre la Limagrain che, essendo una società che opera in tutto il mondo, "il caso albanese sembra essere un caso particolare, visto che negli anni scorsi non è stato riscontrato mai questo tipo di problemi in relazioni ad altre coltivazioni." Alla richiesta se il Governo albanese abbia fatto delle verifiche e delle analisi prima della commercializzazione dei semi, lo stesso rappresentante non sa rispondere con sicurezza e afferma che "la vendita dei semi è stato un contratto privato tra una delle branch addette alla commercializzazione della Limagrain e la società di distruzione albanese Agro-blend". Ad ogni modo, prima della segnalazione della controparte albanese, avvenuta secondo quanto dichiarato dalla Limagrain intorno al 26 agosto, non è stata individuata alcuna anomalia nel raccolto.

Eppure, già a partire dal 10 agosto erano stati costatati i primi problemi sul raccolto dei cosiddetti semi sterili, ma il Ministero dell'Agricoltura ha preferito tenere nascosto il problema. Infatti la Direzione Regionale dell'Agricoltura, dell'Alimentazione e della Difesa dei Consumatori del Comune di Diber, aveva informato, attraverso un fax, il Ministero che "l`Ente Statale dei Semi non aveva incluso nella lista dei semi registrati per essere commercializzati, la varietà di mais “Aliseo”, usato da vari agricoltori albanesi". "Dalle nostre verifiche, sulla base del Bolletino EFSH 2008, è stato evidenziato che il seme non è stato registrato per essere commercializzato", afferma il titolare della Direzione, Maksim Hajrullaj. Successivamente, il 22 agosto, la Direzione Regionale di Elbasan aveva informato il Ministero che "dopo il 10 agosto, e precisamente nel periodo in cui le piante si sviluppano, è stato costatato dagli agricoltori che le spighe erano vuote, sebbene in apparenza sembravano normali". Nonostante il Ministero fosse a conoscenza di quanto stava accadendo nei campi albanesi, le autorità hanno preferito aspettare, fino a quando il caso era diventato troppo grave e troppo grande per essere nascosto.
Il coinvolgimento del Gruppo Limagrain è stato così inevitabile, perché i contadini non avevano mai visto delle piante di mais dare delle pannocchie senza granelli: lo stupore è stato sopraffatto dalla paura, dinanzi ad un episodio così innaturale. Sebbene i primi sospetti siano caduti sulle condizioni climatiche e ambientali, dai successivi controlli degli esperti agronomi è stato costatato che "la mancata riuscita della fase di impollinazione è legata a problemi genetici", e non climatici o ambientali, lasciando sospettare che si tratti proprio di semi geneticamente modificati. Sospetti che tuttavia sono comprovati da dati effettivi, che dimostrano come il mercato delle sementi sia innanzitutto controllato da grandi multinazionali, e che queste facciano largo uso di tecniche di manipolazione genetica.

Secondo quanto riportato dal rapporto Concentrazione dell'industria globale delle sementi (Gruppo ETC), a partire dal 2005, infatti, circa dieci imprese controllano metà del mercato mondiale delle sementi, dopo che abbiamo assistito in questi ultimi trent’anni ad una progressiva e lenta concentrazione della commercializzazione delle risorse alimentari: se prima esistevano più di 7000 imprese che possedevano non oltre lo 0,5% dell'intero mercato mondiale, nel 2003 dieci società sono arrivate a possedere il 49% . Dupont/Pioneer, Syngenta, Groupe Limagrain, KWS AG, Land O' Lakes, Sakata, Bayer Crop, Science, Taikii, DLF Trifolium, Delta & Pine Land, ma tra tutte vi è ovviamente la Monsanto. Oltre ad essere un leader nelle sementi transgeniche con la detenzione dell’88% delle quote, la Monsanto è la più grande impresa nel settore della vendita di sementi commerciali, assorbendo anno dopo anno le altre concorrenti come Advanta Canola Seeds, Calgene, Agracetus, Holden, Monsoy, Agroceres, Asgrow, Dekalb Genetics, e la divisione della Cargill. Dopo le scalate e le manovre finanziarie, che hanno contribuito alla concentrazione del mercato, si è assistito alla progressiva legalizzazione dei brevetti ed alla privatizzazione delle sementi, prima rigorosamente controllate dal settore pubblico sia nelle fasi di produzione che di distribuzione, fino alla privatizzazione della "certificazione" che decidono che tipo di sementi dovranno essere presenti sul mercato.
Le grandi multinazionali sono così giunte ad impossessarsi del potere di certificazione nonché di brevetto sulle specie vegetali, che pian piano sono state soggette ad una bio-selezione artificiale nonché ad una riprogettazione genetica. Oggi si parla infatti di bio-contaminazione delle sementi con specie geneticamente modificate, che hanno ormai preso di fatti il sopravvento al punto che diventa ormai impossibile ottenere delle coltivazioni da semi dalla genetica intatta. Molti sono stati i casi in cui le sementi contadine, nelle mani delle comunità rurali, sono state distrutte o decimate da virus "intelligenti", oppure da cause legali che per "utilizzo indebito del brevetto", immettendo invece sul mercato semi protetti da marchi e diritti di proprietà.

Occorre a questo punto osservare che, sebbene il mercato delle sementi sia controllato da multinazionali, le Istituzioni e i Governi restano ferme ed impotenti dinanzi alla distruzione della biodiversità e delle economie rurali caratteristiche di ogni parte della Terra. Al momento, infatti, la commercializzazione e la produzione di semi avviene nella piena legalità delle direttive comunitarie e degli standard decisi dal Wto, autorizzando l’entrata sul mercato delle specie geneticamente modificate e proteggendo i diritti di proprietà intellettuale. Il sistema agro-alimentare resta così incatenato ad enormi strutture economiche, burocratiche e legislative forti ed inattaccabili, che nel tempo sono riuscite a mimetizzarsi sempre di più. Per anni abbiamo lottato, e lottiamo tutt’oggi, contro gli OGM e la manipolazione della biodiversità, ma spesso ogni battaglia viene sistematicamente anticipata da una nuova direttiva o una diversa certificazione, che si è ridotta ormai alla "informazione trasparente per il consumatore". Al contrario non vi è alcun diritto per i contadini, per le imprese e la stessa popolazione, che subisce danni incalcolabili. Nel caso particolare dell’Albania, qualora si dimostri che il raccolto "sterile" è dovuto ai semi, la Limagrain riuscirà senz’altro a dimostrare che non sono state attuate delle tecniche adeguate e richieste da quel particolare tipo di sementa, e comunque che la produzione e la vendita di quel tipo di semi è avvenuto nel pieno rispetto delle norme e delle direttive dell’Unione Europea.

Michele Altamura

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Etleboro

Semi suicidi in Albania

Giunge nel cuore dell'Europa Orientale il cancro dei semi definiti suicidi perchè producono un raccolto sterile, destinato ad essere improduttivo negli anni successivi. Frutto delle manipolazioni genetiche di multinazionali come Monsanto, DuPont e Dow Chemicals, i semi suicidi producono un solo raccolto, ossia danno vita a frutti sterili, dai quali non è possibile estrarre dei semi per ricominciare il ciclo vitale: i coltivatori in questo modo sono costretti a rivolgersi ogni volta al suo fornitore per ogni semina.
(avatar)

Gli agricoltori albanesi protestano contro i "semi suicidi" che non danno raccolto, ma solo una distesa di vegetazione e migliaia di pannocchie vuote, con gravi danni alle piccole aziende, dopo inutili spese sia per la semina che per preparazione del terreno. Nel mirino delle polemiche, la Agro-Blend, la società albanese concessionaria della distribuzione dei semi,e la società francese esportatrice. Da parte sua, il rappresentante della Agro-Blend, nonchè sindaco del comune di Vora, Fiqiri Ismali ha dichiarato due giorni fa che circa 10 tonnellate di semi di mais sono state importate dalla Francia, e a sua discolpa ha affermato che il mancato raccolto deriva da problemi durante le fasi dell'impollinazione a dalle condizioni atmosferiche, non avendo un'idea chiara del fenomeno.

"Da circa dieci giorni abbiamo constatato dei problemi con questo tipo di seme di mais, importato dalla Francia, in particolare da una delle più grandi società d'esportazione di semi in Europa - afferma Fiqiri Ismali - durante la produzione abbiamo notato un problema con l'impollinazione, che in questo caso non avviene. Si tratta però di un’azienda molto seria del settore, che ha venduto più di 200 tonnellate di semi di mais in Albania, su cui 10 tonnellate - vendute a Burrel, Peshkopia, Elbasan, Peqin e a Gramsh - hanno presentato dei problemi nella fase di impollinazione", afferma Ismaili. Dal canto loro, gli abitanti di Pajove, della provincia di Peqin, hanno dichiarato che denunceranno l'azienda e richiederanno un risarcimento per il danno subito e i vani investimenti, minacciando altre proteste di massa. Hanno inoltre chiesto la sospensione della concessione di esclusiva nella distribuzione della Agro-Blend, attribuita dalla Direzione dell'Agricoltura, dell'Alimentazione e dei Consumatori e dall'Ente Statale dei Semi.

Dopo la scandalo del seme del mais a Mat, Gramsh, e Peqin dove gli agricoltori hanno raccolto solo delle spighe di mais completamente vuote, si pronuncia finalmente il Ministero dell'Agricoltura. In una conferenza stampa, il ministro dell'Agricoltura Jemin Gjana ha dichiarato che il risarcimento degli agricoltori è solo un’eventualità, e si avrà solo dopo che le analisi proveranno che il colpevole per la produzione a rendimento zero sono i semi i mais. "In base ai risultati si deciderà sulle misure legali che si dovranno prendere nei confronti dell'azienda, nonché sul risarcimento delle famiglie degli agricoltori che sono stati danneggiati - ha detto il Ministro Jemin Gjana aggiungendo che - Secondo le nostre verifiche su circa 99 ettari coltivati, i comuni che hanno registrato una maggiore superficie coltivata sono rispettivamente Mat, Gramsh, ed infine Peqin e Pajova. Il fatto che tale fenomeno si è verificato in due regioni del Paese, dove vi sono le temperature più alte o più basse, dunque sono soggette a forti cambiamenti climatici, ci fa capire che la questione, in un modo o nell'altro, è legata sia al seme che ad altri fattori agronomici". Secondo il capo del dicastero dell'Agricoltura, l'azienda distributrice Agro-Blend, tra le compagnie principali del paese come dal 1993, non è responsabile della rovina del raccolto.
"Le autorità hanno svolto un efficace controllo presso l’azienda Agro-Blend evidenziando delle ottime condizioni", spiega inoltre il Ministro difendendo la Agro-blend. "Perché la Agro-Blend deve essere il capro espiatorio di questo scandalo? In quanto azienda distributrice, non ha prodotto i semi, che sono stati invece prodotti da un’altra impresa, che, come ho detto più volte, è di grande fama mondiale. E né Agro-Blend, né altri in Albania, poteva immaginare che i semi, dopo essere stati piantati e aver prodotto 3 raccolti, potesse dare dei frutti sterili", ha dichiarato il Ministro Gjana.

Giunge così nel cuore dell'Europa Orientale il cancro dei semi definiti suicidi perchè producono un raccolto sterile, destinato ad essere improduttivo negli anni successivi. Frutto delle manipolazioni genetiche di multinazionali come Monsanto, DuPont e Dow Chemicals, i semi suicidi producono un solo raccolto, ossia danno vita a frutti sterili, dai quali non è possibile estrarre dei semi per ricominciare il ciclo vitale: i coltivatori in questo modo sono costretti a rivolgersi ogni volta al suo fornitore per ogni semina. Una terribile invenzione che nasconde una catastrofica operazione commerciale per distruggere l'economia dei paesi, che diventano dipendenti da una società privata per la fornitura e la distribuzione dei semi. Sembrava tutto così lontano da noi, eppure i semi suicidi sono giunti in Albania, e hanno distrutto tonnellate di raccolto essenziale per la sopravvivenza di interi villaggi, totalmente dediti alla coltivazione agricola. Non si tratta di un Paese in via di sviluppo, ma di uno Stato che si appresta ad entrare nell'Unione Europea, una delle principali economie partner per l'Italia sia per l'interscambio che per gli investimenti. Nei suoi confronti è stato commesso un vero e proprio crimine, che rischia di compromettere l'intero ecosistema, tanto atroce quante più certificazioni ha alle spalle. Come spiegherà ora la società francese l'esportazione di semi che danno raccolto al mercato europeo, ma soprattutto cosa dirà la Commissione Europea che continua a finanziare la selezione delle specie agroalimentari e le quote di produzione.

dal sito
Etleboro

L'impatto di 5 giorni di guerra sul sistema energetico mondiale

L'oleodotto Baku-Tiblisi-Ceyhan e il progetto
concorrente che coinvolge la Russia.

Il breve conflitto armato nel Sud Ossezia avrà serie e durevoli ripercussioni mondiali. La crisi ha infatti influito in modo particolare sulle infrastrutture del settore energetico. Al momento è difficile dire se si verificheranno cambiamenti sostanziali nel panorama energetico delle aree del Caspio e del Medio Oriente, ma il tipo di reazioni immediate, registrate tra gli esportatori e nei Paesi di transito, dimostrano che il fattore militare è destinato a giocare un notevole ruolo nella valutazione sia dei singoli progetti energetici sia del potenziale di queste regioni, nell’ambito della politica energetica globale.

Inoltre è chiaro che il fulcro del conflitto nel Sud Ossezia non si limita a inceppare le direttrici utilizzate per trasportare petrolio e gas dall’area del Caspio. La situazione dovrebbe essere analizzata partendo da una prospettiva più allargata: la Russia si è risolutamente fatta avanti per riguadagnare le proprie posizioni nella regione del Caspio e il controllo sulle strade lungo le quali viaggia l’energia rappresenta uno degli aspetti della questione.

Le ostilità nel Sud Ossezia hanno provocato una nuova guerra di informazioni tra la Russia e gli Usa; guerra che è incentrata soprattutto sul controllo del petrolio e del gas che escono dall’area del Caspio. Le espressioni di scetticismo, da parte russa, nei confronti di parecchi progetti riguardanti l’energia – primo fra tutti il condotto petrolifero Baku-Tibilis-Ceyhan costruito grazie al sostegno finanziario e politico degli Usa – spesso sono recepiti dal governo americano come dei tentativi deliberatamente volti a screditarlo.

Di conseguenza, Washington reagisce male a qualsiasi critica in merito ai collegamenti Trans Caucasici originariamente progettati per tagliare fuori la Russia. “Abbiamo importanti interessi strategici in gioco in Georgia, e in particolare ci preme che continui regolarmente il flusso di petrolio attraverso il condotto Baku-Tibilisi-Ceyhan che di recente ha subito un attentato dinamitardo da parte della Russia” ha dichiarato il candidato alle presidenziali sen. John McCain. E ha chiesto che gli Usa, insieme ai governi di Baku e di Ankara, collaborino per la sicurezza di questo importante collegamento petrolifero: “Gli Usa dovrebbero lavorare con l’Azerbaijan, con la Turchia e con altri paesi amici interessati al condotto petrolifero, per stendere un piano che assicuri in modo efficace la salvaguardia del condotto Baku-Tibilisi-Ceyhan”.

Adesso il clima politico nel quale gli Usa fanno appello ai propri alleati tradizionali ed a quelli acquisiti di recente è diverso da quello precedente la guerra nel Sud Ossezia. Numerosi fattori nuovi stanno portando a nuovi equilibri di forze nella regione del Caspio.

Il fattore Turco

Secondo il solito stile americano, il sen. McCain sta gettando tutta la colpa sulla parte sbagliata. In effetti il condotto petrolifero Baku-Tibilisi-Ceyhan è stato danneggiato di recente, ma non da una bomba russa. In realtà è stato bloccato da un attacco terroristico lanciato dai Kurdi in risposta all’incursione armata Turca nella parte nord dell’Iraq.

La chiusura del condotto Baku-Tibilisi-Ceyhan costa alla Turchia 300 mila dollari al giorno. I proventi del passaggio del dotto, dall’avvio del flusso petrolifero, nel maggio 2006, hanno reso 2,6 miliardi di dollari, ma in seguito all’attentato terroristico Kurdo, il petrolio ora deve essere preso a fine dotto, dalla riserva di Ceyhan, che in questo modo è stata in larga parte svuotata.

I Turchi sono anche preoccupati per le reazioni degli esportatori dell’Azerbaijan e del Kazakistan. Questi infatti hanno chiesto immediatamente alla Transneft russa un condotto aggiuntivo per mandare il loro petrolio attraverso il territorio russo sino al porto di Novorossiysk.

Anche la breve interruzione dei proventi del passaggio del condotto è stato un brutto colpo per Ankara che ha valutato gli incassi del Baku-Tibilisi-Ceyhan una parziale compensazione per il supporto dato agli Usa nell’operazione “Tempesta nel deserto” del 1991. Sino al 2003, anno dell’invasione americana, le sanzioni imposte all’Iraq dopo l’operazione “Tempesta nel Deserto”, sono costate alla Turchia 80 miliardi di dollari per la perdita dei proventi del condotto petrolifero Kirkuk-Ceyhan e per il blocco di ogni commercio con l’Iraq.

Perché questo non si ripeta, la Turchia ha avuto un ruolo molto attivo nella pacificazione in Georgia. Il primo ministro Turco, Recep Erdogan, si è recato in visita a Mosca per incontrare il presidente D. Medvedev ed il primo ministro Putin. Erdogan ha espresso il proprio supporto alle azioni intraprese dalla Russia. La Turchia è fortemente interessata a che nel Caucaso si instauri un sistema stabile perché è proprio attraverso quest’area che passa la maggior quantità di petrolio e di gas. Erdogan ha detto al presidente Medvedev che lo scopo della sua visita era di dimostrare alla Russia la solidarietà della Turchia.

Ankara a sua volta si trova in una situazione difficile ora che l’Occidente ha dimostrato con quanta facilità può ignorare gli interessi della Turchia. Avendo occupato l’Iraq, gli Usa hanno permesso che al nord si creasse, di fatto, uno stato Kurdo indipendente che è diventato la patria del separatismo Kurdo. L’Europa continua a negare l’ammissione della Turchia nell’Unione Europea. Infine i recenti avvenimenti in Pakistan, dove l’Occidente e in particolare gli Usa hanno abbandonato il loro alleato di sempre Gen. Pervez Musharraf, hanno fatto si che la Turchia mettesse in discussione una politica esclusivamente filo occidentale.

La Turchia deve quindi cercare un quadro di riferimento alternativo e pensare alla propria sicurezza e all’architettura della regione tra le cui funzioni vi è la salvaguardia delle vie attraverso le quali passano petrolio e gas. Questo è il motivo che ha portato la Turchia a sostenere la Russia nella sua missione di pace nel Sud Ossezia, e non solo a livello verbale, le navi da guerra americane dirette in Georgia non possono passare nelle acque turche finchè non si sarà conclusa la fase cruenta del conflitto.

L’ira di Ankara, sorta dal fatto che la politica Usa tende a destabilizzare la regione, non costituisce una valida ragione per presumere che la Turchia stia per fare un passo decisivo allontanandosi dalla Nato e dall’Occidente. Nondimeno, dal punto di vista degli interessi turchi, i piani di Washington per la suddivisione dell’Iraq tendono ad acuire il separatismo Kurdo. Ovviamente l’Iraq non è il solo Paese a risentire l’effetto della presenza della popolazione curda in quanto i curdi vivono sparsi in tutto il territorio che dal Caucaso arriva sino al Medio Oriente e la Turchia inevitabilmente rappresenta il loro obiettivo prioritario.

Il fattore Iraniano

La preparazione per l’offensiva della Georgia contro l’Ossezia del Sud e in parallelo l’arrivo della marina da guerra americana nel golfo persico, sono stati considerati da molti analisti (specialmente a Teheran) come un preludio all’attacco Usa contro l’Iran. In base all’attuale situazione la devastazione delle infrastrutture militari della Georgia da parte dell’esercito Russo fa della Georgia una base di partenza molto meno probabile per un’operazione diretta all’Iran e quindi questo riduce la minaccia di un conflitto armato Usa-Iran. Per di più l’Iran ha colto l’occasione, aperta dai piani di sviluppo per il Caucaso, per rafforzare la propria posizione nell’ambito del mercato energetico europeo.

I combattimenti nel Sud Ossezia stavano procedendo quando il dr. Hojatollah Ganimifard, direttore delegato agli investimenti della National Iranian Oil Company, ha detto che il segmento georgiano del condotto petrolifero Baku-Tibilisi-Ceyhan non era meno vulnerabile del tratto turco e che il blocco della sua operatività serviva per rivedere e sistemare la sicurezza dell’intero progetto e del suo contesto. Secondo Ganimifard, il condotto iraniano per l’export, Neka-Jask, dovrebbe servire come via alternativa al condotto BTC (Baku-Tibilisi-Ceyhan). Il ministro iraniano del petrolio Hossein Nogrekar-Shirazi ha annunciato che è in corso uno studio di fattibilità per questo progetto. Di recente la Russia e il Kazakhstan hanno fatto capire di essere pronti a collaborare al progetto.

L’Azerbaijan, che ha avuto problemi a spedire il proprio petrolio in Occidente, si è rivolto all’Iran per trovare nuove strade percorribili. Il giornale “Iran News” il 26 agosto scorso ha riportato la notizia del primo passaggio di una partita di petrolio proveniente dall’Azerbaijan.

Inoltre l’Iran sta aumentando la propria pressione sull’Europa nell’ambito della formula del “supporto politico per l’energia”. A giudicare dall’intervista rilasciata dal capo della “Nabucco Gas pipeline international”, Reinhard Mitschek, la grande fame di gas offre all’Iran l’opportunità di farsi ascoltare in Europa. Secondo Mitschek, studi di mercato dimostrano che gli esportatori potenziali necessitano più del 100% della capacità della Nabucco (sino a 31 miliardi di metri cubi di gas naturali l’anno). L’Europa è interessata ad acquistare il gas dall’Azerbaijan, dal Turkmenistan, dall’Iraq e dall’Iran. Dato che l’Azerbaijan e il Turkmenistan non hanno riserve sufficienti per rifornire un grande gasdotto, l’Iran rimane l’unica potenziale risorsa anche per i massicci investimenti che sono stati erogati da questo paese per la produzione di gas.

Il fattore Israele

Gli interessi israeliani toccati in vario modo dal conflitto nel Sud Ossezia, sono molteplici e contraddittori. Da un lato Israele ha inviato in Georgia istruttori e armamenti. Dall’altro Israele non vuole assolutamente rovinare le proprie relazioni con la Russia e ciò è in larga parte dovuto al desiderio di assicurarsi la propria energia. Situato nell’area che è la principale produttrice di petrolio del mondo, Israele non ha riserve petrolifere proprie e deve importare la benzina. Dato che Israele non ha la possibilità di importare petrolio dai paesi Arabi suoi vicini, questo le viene inviato da fornitori che sono al di fuori del Medio Oriente. Attualmente l’80% dei 300.000 barili al giorno di petrolio di cui Israele ha bisogno vengono forniti dalla Russia.

Per diminuire la propria dipendenza dalla Russia, Israele sta cercando di avere petrolio dal Caucaso e Gas dal Turkmenistan attraverso il terminal di Ceyhan. Sono in corso intense trattative tra Israele, Turchia, Georgia, Turkmenistan e Azerbaijan per la costruzione di un nuovo condotto in Turchia per trasportare il petrolio e il gas sino al Mar Rosso, al terminal di Ashkelon e Eilat. Il petrolio potrebbe essere spedito dai terminal sino al Medio Oriente attraverso l’Oceano Indiano.

La capacità di questo corridoio è comunque destinata ad essere limitata per la difficoltà che navi cisterna più grandi incontrerebbero nell’attraversamento dei canali del Bosforo e di Suez. Tuttavia, collegando il BTC con il condotto Ashkelon-Eilat si potrebbero aprire nuove opportunità per giungere ad una rapida crescita del mercato energetico asiatico. Il progetto è abbastanza realistico e non dovrebbe essere eccessivamente costoso. L’Azerbaijan e la Turchia si sono detti interessati, ma l’ostacolo chiave rimane la sicurezza del condotto BTC.

Quanto detto spiega le contraddizioni della posizione israeliana in merito alla situazione della Georgia. E le minacce di Tel Aviv nei confronti dell’Iran non aiutano Israele a collegarsi al nuovo condotto petrolifero diretto all’Asia, dato che lo stretto di Hormuz verrebbe tagliato fuori immediatamente in caso di conflitto con l’Iran e il segmento del dotto subirebbe un blocco. Di conseguenza ora Israele ha davanti un dilemma: seguire il realistico progetto per un condotto che unisca quello del BTC al tratto Eilat-Asia o confrontarsi con la Russia e l’Iran nell’interesse di Washington e ponendo a rischio la sicurezza energetica di Israele.

Il fattore russo

Il giornale “Utro.ru” il 27 agosto ha scritto che la decisione della Russia di riconoscere il Sud Ossezia e Abkhazia dimostra con assoluta chiarezza l’ingresso del paese in un grande gioco geopolitico il cui perno è il nuovo ruolo e la nuova posizione della Russia nell’attuale contesto mondiale.

Poiché è andata a proteggere i propri cittadini nel Sud Ossezia, la Russia si è anche imposta quale unico corridoio stabile e sicuro per collegare l’Europa, l’Asia centrale e la regione del Caspio.

Quando il condotto petrolifero Baku-Tibilisi-Erzerum ha smesso di erogare petrolio in seguito al blocco del BTC e del tratto Baku-Supsa, la Georgia, in quanto paese di transito, si è attirata un altro round di critiche da parte della comunità degli esperti. Il rapporto “La Turchia e i problemi con il BTC” presentato dalla Fondazione Jamestown il 13 agosto, dice “…..le conseguenze a lungo termine della crisi pongono in netto rilievo la presunzione dell’Occidente nell’espediente di usare il territorio della Georgia per progetti relativi al petrolio e al gas naturale senza tenere in considerazione il punto di vista di Mosca”.

All’Europa non piace vedere che Mosca ha di nuovo il controllo sul transito del petrolio e del gas nella regione del Caspio. Le altre possibilità in merito sono un confronto o un nuovo sistema di relazioni con la Russia. L’Occidente sta minacciando Mosca con lo spettro di “una nuova guerra fredda”, ma non ha alcuna intenzione di ridurre il commercio con la Russia e, di conseguenza, la cooperazione in campo energetico. Il cancelliere tedesco A. Merkel ha detto che il conflitto in Georgia non influisce sul progetto del condotto petrolifero Nord Stream (Corrente del Nord) la cui strategica importanza per l’Europa ha ribadito durante la sua visita in Svezia il 26 agosto. I media europei hanno espresso riserve in merito al potenziale europeo in un confronto con la Russia sul problema energetico. “Le Monde”, ad esempio, il 27 agosto ha scritto: “Alcuni esperti criticano le strategie dell’Europa definendole troppo aggressive e mettono in guardia contro nuovi errori. Bisogna capire che la Russia è una minaccia energetica e che circa l’intera quantità del gas fornito all’Europa nei prossimi 30 anni sarà o russo o iraniano”.

Titolo originale: "Impact of Five-Day War on Global Energy"
DEL PROF. IGOR TOMBERG - Fonte
Global Research
Tratto dal sito ComeDonChisciotte